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Un balzo storiografico porta direttamente la storia degli impianti dentali dall’VIII sec. d.C. al 1800. Nel mezzo non abbiamo raccolto testimonianze particolarmente interessanti a parte qualche caso di reimpianto, ovvero di un reinserimento di elementi dentali persi traumaticamente, o di trapianti con elementi provenienti da donatori, tipici del XVII sec..

Al contrario del XVIII secolo, il XIX si dimostra molto prolifico dal punto di vista storiografico per quanto riguarda l’implantologia. Sarebbero molti i nomi da elencare in bibliografia, di certo figli della spinta positivista dell’epoca.

Tra i molti ricordiamo Maggiolo che nel suo testo Manuel de l’art dentarie parla di impianti come di struttura fornite nella parte radicolare di occhielli per trattenere l’osso, e nella parte emergente di una sorta di bottone per l’aggancio della protesi.

Dal 1891 al ’92 prima Wright e poi Friel lavorano a protesi dentali in porcellana: il primo proponendo una zona radicolare porosa per favorire l’attecchimento nell’alveolo, il secondo agendo sulla strada del primo ma praticando in zona radicolare dei fori per il drenaggio in caso di ascesso.

Alla fine del XIX sec. F.W. Lewis finalmente applicherà denti artificiali in alveoli chirurgici.

Da questo momento in poi la storia dell’ìmplantologia diventa qualcosa di molto ricco e sicuramente più complesso di quel che fino ad ora abbiamo riscontrato: la scienza porterà a scoperte molto più frequenti e di rilevanza fino ad arrivare all’implantologia computer assistita.

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Rileggi tutta la storia dell’implantologia.

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