In un articolo precedente abbiamo trattato la devitalizzazione dei denti come soluzione ai problemi di ipersensibilità o dolore causati da una scheggiatura o rottura di un dente, piuttosto che da interventi dentistici ripetuti. Abbiamo anche detto che un intervento di devitalizzazione dovrebbe ripristinare il normale funzionamento del dente stesso senza dolore o sensazioni di ipersensibilità.

Tuttavia questo non è sempre vero in assoluto.

Può succedere, infatti, che a seguito di un intervento di devitalizzazione mal eseguito (devitalizzazioni “corte”) o anche di un intervento ben eseguito ma in presenza di lesioni periapicali (cioè nella zona circostante all’apice della radice dentaria) acute o croniche (come ad esempio ascessi, cisti,granulomi ecc.), il dolore continui a presentarsi.

In questi casi non tutto è perduto perché grazie ad un intervento di ritrattamento endodontico è possibile rieseguire un trattamento di devitalizzazione precedentemente eseguito.

 

 

Le metodiche di ritrattamento endodontico sono essenzialmente due: il ritrattamento endodontico per via ortograda e per via retrograda.

Nel ritrattamento per via ortograda si procede con la rimozione del materiale da otturazione presente nel canale del dente, quindi con la “pulizia” del  canale stesso e con la sua successiva ri-otturazione.

Nel ritrattamento per via retrograda si procede con l’esecuzione di un’incisione chirurgica “dall’esterno”, quindi a livello gengivale, si esegue una “finestrella” a livello osseo in corrispondenza della zona periapicale, si asporta eventualmente la lesione (cisti, granuloma ecc.) se presente e si procede alla applicazione di un sigillo di materiale biocompatibile (cioè che venga integrato dall’organismo) all’apice radicolare.

 

L’ approccio per via retrograda generalmente segue l’approccio per via ortograda se quest’ultima non ha avuto successo, o può essere la prima scelta nel caso in cui, ad esempio, sul dente interessato via siano delle riabilitazioni protesiche ,come ad esempio delle corone ,corrette da un punto di vista estetico e funzionale.

 

Il ritrattamento endodontico per via ortograda può richiedere tempi più o meno lungi (fino ad alcuni mesi), in quanto possono essere richieste sedute multiple di medicazione intermedia mirate alla disinfezione dei canali.

Il successo dell’intervento di ritrattamento endodontico, si apprezza nel tempo (fino a 6/12 mesi) ,sia valutando la scomparsa della sintomatologia dolorosa, sia, tramite controlli radiologici, valutando la riduzione della lesione periapicale (fino alla sua totale scomparsa).

 

In alcuni casi, se gli elementi dentari sono protesizzati (ad esempio ricoperti da corone protesiche altrimenti dette “capsule”) può rendersi necessario la rimozione delle protesi in oggetto, con conseguente necessità di rifacimento successivo.

 

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