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L’operazione di rialzo del seno mascellare come tutti gli interventi chirurgici comporta non solo benefici ma anche rischi e controindicazioni. Vediamo assime quali.

Innanzi tutto l’impiego inevitabile di anestetico locale, con vasocostrittore o senza, a cui alcuni soggetti possono risultare particolarmente sensibili per allergie, patologie renali, cardiache, endocrine o stato di gravidanza è assolutamente inevitabile per un intervento di rialzo del seno mascellare.

In secondo luogo potrebbe verificarsi la possibilità di traumi sulle mucose a causa degli strumenti manuali o meccanici utilizzati e dell’eventualità remota di ingestione accidentale di detti strumenti.

Inoltre vi possono essere delle complicanze legate specificamente all’intervento.

Tra i rischi non possiamo accennare all possibile recisione di un vaso sanguigno il quale può determinare:

  • un’intensa emorragia intraoperatoria, talora di difficile gestione che può cessare spontaneamente grazie ad una contrazione reattiva del vaso interrotto dalla soluzione di continuo.
  • un emoseno (cioè il riempimenti di sangue del seno mascella ritardato di molte ore rispetto l’incidente operatorio per cessazione dello spasmo reattivo del vaso
  • difficoltà di attecchimento dell’innesto di materiale la cui neovascolarizzazione (cioè la sua “invasione” da parte di piccoli vasi sanguigni, necessaria per la riuscita dell’innesto) proviene, tra le altre, anche da quest’arteria

La recisione di un vaso sanguigno arterioso, con conseguente sviluppo di un emoseno rappresenta purtroppo una complicanza piuttosto frequente all’intervento di grande rialzo di seno mascellare, tuttavia però non costituisce una controindicazione alla prosecuzione dell’intervento stesso in quanto, spesso, la contrazione reattiva del vaso reciso determina una spontanea interruzione del versamento ematico. Laddove ciò non si dovesse verificare, è sufficiente tamponare a pressione il vaso fino a ottenerne la contrazione. Nonostante si riesca ad ottenere un riassorbimento del versamento ematico, è comunque necessario effettuare una somministrazione di antibiotici al fine di evitare la compromissione del processo di osteointegrazione (cioè di integrazione dell’ innesto da parte dell’ organismo).

La perforazione della membrana del seno mascellare potrebbe rappresentare un ulteriore rischio.

La lacerazione della membrana del seno è un altro incidente intraoperatorio di comune riscontro. A causa dell’esiguo spessore della mucosa respiratoria, questa può subire, durante la sua mobilizzazione (cioè durante il suo distacco dall’osso che la circonda), micro e macrolacerazioni. Le microlacerazioni della mucosa, non complicate dal passaggio di materiale da innesto all’interno del seno, producono soltanto un’area di infiammazione circoscritta alla sede di perforazione per cui non rappresentano una controindicazione al proseguimento dell’intervento, a meno che non determino il passaggio di materiale da innesto all’interno del seno mascellare. In questi casi è sufficiente una terapia medica decongestionante per le alte vie aeree al fine di eliminare i focolai infiammatori della membrana sinusale. Le macrolacerazioni, invece, rappresentano una controindicazione al proseguimento dell’intervento, specie se il materiale innestato è in granuli.

Infine potrebbe verificarsi un non attecchimento dell’ innesto osseo, evento in conseguenza al quale l’intervento non risulta riuscito.

Nel caso innesto disperso/penetrato nel seno mascellare, si renderà necessaria una valutazione interdisciplinare (odontoiatra-otorinolaringoiatra) per decidere la migliore strategia operativa. Talvolta, potrebbe rendersi necessario un approccio chirurgico mediante chirurgia funzionale del seno mascellare che può essere contestuale o meno a un approccio chirurgico intraorale per la rimozione dell’innesto e/o degli impianti dentali endo-ossei.

Cos’è il rialzo del seno mascellare?

Come avviene l’operazione?

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